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Perché Rolex? Breve storia di un’ossessione per la precisione

WinThe.watch · 2026-08-12

Perché Rolex? Breve storia di un’ossessione per la precisione

Chiediti perché un Rolex costa quel che costa e conserva il valore come quasi nient’altro che si possa indossare: la risposta non è il marketing. È un’ossessione lunga un secolo per una sola idea: un orologio da polso deve essere preciso come uno strumento scientifico. Ecco come quell’idea si è affermata.

1905: un ventiquattrenne con un’idea controcorrente

Quando Hans Wilsdorf fondò la sua azienda a Londra nel 1905, gli uomini seri portavano l’orologio da tasca. Quelli da polso erano considerati fragili e notoriamente imprecisi. Wilsdorf scommise sull’opposto: il futuro era al polso, e si sarebbe conquistato con la precisione. Nel 1908 registrò un nome breve, inventato, pronunciabile in ogni lingua: Rolex.

1910: il primo orologio da polso certificato della storia

Nel 1910 un Rolex divenne il primo orologio da polso della storia a ricevere un certificato ufficiale di cronometro, rilasciato a Bienne. Quattro anni dopo, l’osservatorio di Kew, in Gran Bretagna — l’istituzione che certificava i cronometri marini della Royal Navy —, assegnò a un Rolex da polso un certificato di precisione di classe A. Un orologio portato al braccio aveva eguagliato gli strumenti con cui navigavano le navi. L’industria non fu più la stessa.

1926: l’Oyster, e una traversata a nuoto della Manica

La precisione non vale nulla se entrano acqua e polvere. Nel 1926 Rolex lanciò l’Oyster, la prima cassa impermeabile al mondo, sigillata come l’ostrica da cui prende il nome. Poi il colpo da maestro: nel 1927, quando Mercedes Gleitze attraversò a nuoto la Manica, un Rolex Oyster viaggiò con lei — e uscì dall’acqua perfettamente funzionante. Wilsdorf comprò la prima pagina del Daily Mail per raccontarlo. L’orologio-strumento e il marketing orologiero moderno nacquero lo stesso giorno.

Dal 1931 in poi: la macchina che si carica da sola

Nel 1931 Rolex brevettò il rotore Perpetual, il meccanismo a carica automatica che ancora oggi anima gli orologi automatici di tutta l’industria. Poi arrivarono le icone: il Datejust nel 1945, il Submariner nel 1953 — lo stesso anno in cui un Rolex accompagnò la spedizione di Hillary e Norgay sull’Everest —, il GMT-Master creato per i piloti della Pan Am nel 1955, il Day-Date nel 1956. Ognuno risolveva un problema reale di professionisti reali. Per questo sono diventati leggenda: prima strumenti, poi trofei.

Oggi: due volte più preciso di quanto richieda un cronometro

Ogni Rolex moderno è un Cronometro Superlativo: superato il test indipendente COSC, ogni orologio assemblato viene testato di nuovo in manifattura con una tolleranza di —2/+2 secondi al giorno, oltre due volte più rigorosa dello standard ufficiale. Cassa, movimento, bracciale, perfino le leghe d’oro: tutto è fatto in casa. Questa integrazione verticale spiega perché la domanda supera l’offerta, perché esistono liste d’attesa e perché un Rolex conserva il valore come pochi oggetti al mondo.

Perché conta quando il premio è un Rolex

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